Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste

Traiettoria di sviluppo tecnologico SmartHealth: 
Ambient Assisted Living (AAL)

Nel mese di Maggio 2016 è stata costituita l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste attraverso l’integrazione strutturale dei due Enti, AOUTs e AAS1. L’azienda è riferimento per i residenti della provincia più piccola e più anziana d’Italia. L’indice di vecchiaia è di 249/100, la dipendenza strutturale è 10 punti superiore alla media italiana. Gli over65 sono quasi il 30% della popolazione. Si associano: i) nuclei familiari composti in media da 1,9 persone; ii) indice di popolazione non attiva di quasi 5 punti superiore alla media regionale (47,6% vs 43,1%); iii) principale occupazione nel settore dei servizi (78,8% vs 64,8%); iv) bassa proporzione di occupati nel settore industriale (20,8% vs 33,1%). Questi indici e l’insistere nell’unico contesto metropolitano della Regione caratterizza l’accesso dei pazienti in ospedale e l’organizzazione territoriale della rete di cure.

Il contesto socio-demografico caratterizza tipologia dei servizi e organizzazione aziendale (prevenzione, rete di cure distrettuali e specialistica, ospedaliera, sanità cross-border). È sede dei servizi distrettuali e territoriali (Dipartimenti Prevenzione, Salute Mentale, Dipendenze, Malattia Cardiovascolari) e del Presidio ospedaliero Hub regionale di alta specializzazione di Cattinara e Maggiore (Hub di un’area interprovinciale più estesa,che interessa anche residenti dell’area slovena confinante). Il mix di patologie trattate riflette le caratteristiche epidemiologiche e demografiche del bacino di riferimento (circa 380.000 abitanti) e ha come mission lo sviluppo scientifico in sanità pubblica e l’innovazione terapeutica. Il principale campo di interesse è per le malattie croniche e di tipo degenerativo (un residente su 3 ha almeno una patologia cronica; due su 5 hanno contemporaneamente due o più malattie croniche). Attualmente il 50% dei ricoverati è over 75enne. Il rapporto tra patologie “croniche” e “non-croniche” è costantemente diminuito così come la degenza. La mortalità intra-ospedaliera è del 7%, con il 24% dei decessi occorsi entro 48 ore dal ricovero. In un ricoverato su cinque (22%) è presente almeno una comorbidità ed il 14% dei pazienti ha due o più condizioni di cronicità associate. Il diabete mellito è diagnosi secondaria nel 10% dei dimessi, seguita dalla BPCO con il 7%.

Il gruppo di ricerca è formato da personale in staff alla Direzione generale (coordinamento del programma) e da figure professionali che si occupano delle fasi di cura e di riabilitazione delle persone ammalate, sia all’interno che nel loro ambiente di vita e sociale.

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